Due di Coppe
Scopri la storia e il simbolismo della carta dei tarocchi Due di Coppe, dalle origini marsigliesi al disegno con il caduceo di Rider-Waite-Smith e alla tradizione di Thoth.

Etimologia e Nome
La designazione 'Due di Coppe' segue la convenzione numerica lineare usata nei tarocchi italiani fin dal XV secolo. 'Due' (italiano) e 'deux' (francese) derivano dal latino 'duo'. Nel sistema astrologico della Golden Dawn, il Due di Coppe fu assegnato al primo decano del Cancro, governato da Venere, conferendole il titolo cabalistico 'Signore dell'Amore'. Ronald Decker nota in 'The Esoteric Tarot' che l'attribuzione planetaria di Venere in Cancro conferì a questa carta la sua duratura associazione con la partnership e l'unione romantica, sebbene questo significato fosse una sovrapposizione occulta successiva su quella che originariamente era semplicemente una carta da gioco numerata.
Immagine Antica
Nella tradizione di Marsiglia, il Due di Coppe mostrava due vasi a forma di coppa disposti simmetricamente, tipicamente ai lati di un motivo decorativo centrale. Nel mazzo Noblet (c. 1650) e nel mazzo Dodal (c. 1701), le due coppe erano poste affiancate, spesso separate da un ornamento fiorito. Il mazzo Conver (1760) mantenne questa disposizione. Stuart Kaplan documenta in 'The Encyclopedia of Tarot' come il pattern marsigliese mostrasse una notevole coerenza nel collocamento e nello stile dei simboli del seme. Come in tutte le carte numerali degli Arcani Minori nella tradizione di Marsiglia, non c'erano figure umane, nessuna scena narrativa e nessuna azione rappresentata — solo i due simboli del seme e la loro decorazione circostante.
Design Rider-Waite-Smith
L'illustrazione di Pamela Colman Smith del 1909 trasforma il disegno statico di Marsiglia in una scena narrativa di partnership. Due figure, un uomo e una donna, stanno l'una di fronte all'altro, ciascuna reggente una coppa, in apparenza scambiandosi o brindando con i loro vasi. Tra esse si leva un caduceo: due serpenti intrecciati attorno a un'asta centrale, sormontato da una testa di leone alata. Robert Place nota che la testa di leone in cima al caduceo può richiamare il segno astrologico del Leone, suggerendo un'energia solare o regale che presiede all'unione. Arthur Edward Waite descrisse la carta in 'The Pictorial Key to the Tarot' come rappresentante 'amore' e 'affetto reciproco'. Lo scambio di coppe tra le due figure evoca sia la tradizione romantica delle coppe degli amanti sia il rito del fidanzamento.
Simbolismo Chiave
Il Due di Coppe è ricco di contenuto simbolico, gran parte del quale introdotto da Pamela Colman Smith. Il caduceo, l'asta gemino-serpentina di Ermete, è forse il simbolo più significativo, rappresentante l'unione degli opposti e il concetto alchemico di coniunctio. La testa di leone alata in cima all'asta combina il simbolismo solare con il concetto di elevazione e trascendenza. Le due coppe scambiate evocano la tradizione medievale delle 'coppe degli amanti', vasi condivisi usati nelle cerimonie di fidanzamento. Decker nota in 'The Esoteric Tarot' che la Golden Dawn associò questa carta a Venere in Cancro, collegando il pianeta dell'amore con il segno che governa casa, famiglia e legami emotivi.
Tra le Tradizioni
La tradizione di Marsiglia presenta il Due di Coppe come due calici semplici con ornamento floreale tra essi, un disegno statico e non narrativo senza figure umane. Il disegno RWS di Pamela Colman Smith del 1909 rivoluzionò questa carta aggiungendo le due figure che si scambiano le coppe e il caduceo. Il Tarot di Thoth offre un'altra interpretazione: Crowley e Harris raffigurarono due fiori di loto che traboccano in una vasca d'acqua condivisa, con una fiamma che si leva tra essi. Crowley intitolò la carta 'Love' e l'assegnò a Venere in Cancro. A differenza dell'RWS, la versione di Thoth non contiene figure umane, usando invece simbolismo floreale ed elementale astratto.
Contesto Culturale
Il Due di Coppe è assegnato al primo decano del Cancro (0-10 gradi), governato da Venere nel sistema dei decani caldeo adottato dalla Golden Dawn. Helen Farley nota in 'A Cultural History of Tarot' che il tema della partnership e dello scambio reciproco ha radici profonde nelle tradizioni culturali occidentali, dal concetto biblico dei due che diventano una sola carne all'ideale rinascimentale dell'amore cortese. La tradizione medievale della 'coppa degli amanti', un vaso da bere condiviso passato tra compagni nei banchetti e nelle cerimonie, fornisce un referente storico concreto per l'immaginario.