Luna
Storia dei Tarocchi
Carta 1

Asso di Coppe

Esplora la storia, l'etimologia e il simbolismo della carta dei tarocchi Asso di Coppe, dai tarocchi italiani del XV secolo ai mazzi Rider-Waite-Smith e Thoth.

Asso di Coppe
ItalianoAsso di Coppe
FranceseAs de Coupes

Etimologia e Nome

La parola 'asso' deriva dal latino 'as', moneta di bronzo romana e unità di peso, entrata nell'antico francese come 'as' e nell'antico italiano come 'asso'. Originariamente indicava la faccia di minor valore su un dado; nei giochi di carte passò a designare la carta con un solo simbolo, che in molti giochi deteneva paradossalmente il valore più alto. Nei tarocchi italiani la carta era chiamata 'Asso di Coppe', in francese 'As de Coupes'. La parola 'coppe' deriva dal tardo latino 'cuppa' (coppa), da cui l'italiano 'coppa' e il plurale 'coppe'. Il francese 'coupes' discende dalla stessa radice latina attraverso l'antico francese. Stuart Kaplan osserva in 'The Encyclopedia of Tarot' che la coppa come simbolo di seme trae origine dalle carte da gioco mamelucche importate in Italia, dove il seme delle coppe fu mantenuto quando gli europei adottarono le carte islamiche nel XIV secolo. Il calice divenne uno dei simboli iconografici più duraturi nella storia dei tarocchi.

Immagine Antica

Nei primi mazzi di tarocchi superstiti dell'Italia del XV secolo, l'Asso di Coppe rappresentava tipicamente un singolo calice o coppa ornata. Il mazzo Visconti-Sforza (c. 1450), attribuito al pittore Bonifacio Bembo, rese i simboli del seme come lussuosi vasi d'oro degni dell'aristocrazia milanese. Nella tradizione di Marsiglia fiorita dal XVII secolo in poi, l'Asso di Coppe mostrava una singola coppa o calice su un piedistallo, spesso affiancato da ornamenti floreali o geometrici nel caratteristico stile xilografico. Michael Dummett nota in 'The Game of Tarot' che i mazzi di pattern marsigliese mantennero una notevole coerenza di design attraverso decenni e regioni. Le carte numerali mostravano solo i simboli del seme disposti in pattern simmetrici, una convenzione che persistette fino ai disegni rivoluzionari di Pamela Colman Smith del 1909.

Design Rider-Waite-Smith

L'illustrazione di Pamela Colman Smith del 1909 per l'Asso di Coppe rappresenta una rottura drammatica con la tradizione minima di Marsiglia. Una mano bianca radiante emerge da una nuvola grigia sul lato destro della carta, reggendo in alto un calice ornato. Dalla coppa cinque ruscelli d'acqua scendono a cascata formando un flusso a W verso una vasca coperta di loti sottostante. Una colomba bianca discende recando una piccola ostia o particola segnata da una croce a bracci uguali. Robert Place osserva in 'The Tarot: History, Symbolism, and Divination' che il disegno della Smith attinge pesantemente all'iconografia cristiana, in particolare all'immaginario eucaristico e del Graal. La colomba discendente evoca lo Spirito Santo al battesimo di Cristo, mentre l'ostia richiama la particola della comunione. Arthur Edward Waite descrisse la carta in 'The Pictorial Key to the Tarot' (1911) come rappresentante 'la casa del cuore vero'.

Simbolismo Chiave

L'Asso di Coppe è denso di simbolismo stratificato. Il calice stesso evoca il Sacro Graal, il leggendario vaso del romanzo arturiano, connessione esplicitamente tracciata per la prima volta da Court de Gébelin in 'Le Monde Primitif' (1781) e ampliata da Eliphas Lévi negli anni Cinquanta dell'Ottocento. La colomba discendente recante un'ostia è tratta direttamente dall'immaginario liturgico cattolico, rappresentando lo Spirito Santo e l'Eucaristia. I cinque ruscelli d'acqua che fluiscono dalla coppa possono richiamare le cinque piaghe di Cristo, simboleggiando al contempo i cinque sensi attraverso cui scorre l'esperienza. I fiori di loto nella vasca sottostante attingono al simbolismo religioso orientale, in particolare alle tradizioni hindu e buddhiste in cui il loto rappresenta il risveglio spirituale. Decker e Dummett notano in 'A History of the Occult Tarot' che la fusione di simbolismo cristiano e orientale riflette l'approccio sincretico dell'Ordine Ermetico della Golden Dawn.

Tra le Tradizioni

Le tre principali tradizioni tarologiche presentano versioni strikingamente diverse dell'Asso di Coppe. Nella tradizione di Marsiglia la carta mostra una semplice coppa o calice su un piedistallo, circondata da minimali ornamenti floreali o geometrici, senza elementi figurali o narrativi. Il disegno RWS di Pamela Colman Smith del 1909 trasformò questa immagine minima in una scena riccamente simbolica con la mano dalla nuvola, la colomba e l'acqua fluttuante, attingendo al simbolismo cristiano e del Graal. Nel Tarot di Thoth, disegnato da Aleister Crowley e dipinto da Lady Frieda Harris (1938-1943), l'Asso di Coppe raffigura una coppa ricolma di loti che trabocca di acqua cristallina. Crowley lo descrisse in 'The Book of Thoth' (1944) come 'la radice dei poteri dell'acqua', enfatizzando le associazioni elementali e cabalistiche rispetto all'immaginario cristiano dell'RWS.

Contesto Culturale

Il seme di Coppe è associato all'elemento Acqua fin dalla rinascita occulta della fine del XVIII secolo. Court de Gébelin collegò per primo i quattro semi ai quattro elementi nel 1781, assegnando le Coppe all'Acqua, connessione formalizzata da Eliphas Lévi e in seguito incastonata nel sistema dell'Ordine Ermetico della Golden Dawn. Nel quadro cabalistico della Golden Dawn, l'Asso di Coppe rappresenta la radice o il seme dell'elemento Acqua: la potenzialità primordiale, indifferenziata di emozione, intuizione e ricettività. I segni d'acqua dello zodiaco — Cancro, Scorpione e Pesci — sono assegnati alle carte numerali di Coppe. Helen Farley nota in 'A Cultural History of Tarot' che l'associazione delle coppe con acqua ed emozione attinge a una lunga tradizione occidentale, dalle ninfe classiche e dalle divinità delle acque all'immaginario battesimale cristiano.

Significato della Carta